Pigra…aspirante runner

never ever give up

L’alone viola incubo dei ragazzi anni ’80

hqdefaultVi ricordate lo spot a fine anni ’80 in cui due persone che si incontravano venivano investite da un alone viola in seguito a contagio di AIDS?

Bene, anche io.

(se non ve lo ricordate lo trovate su YOUTUBE)

E trovo che campagne di sensibilizzazione forti servirebbero anche oggi dove i ragazzi a mala pena conoscono cosa sia l’AIDS e l’HIV e cosa significa essere sieropositivo.  Oggi ai ragazzi si parla in generale delle malattie sessualmente trasmissibili, prime fra tutti il papilloma virus. Quindi, una volta che si son fatti il vaccino pensano che il problema è risolto. La ragazza prende la pillola e via a rapporti non protetti.

Purtroppo sono cresciuta con questo alone viola che popolava il mio immaginario perchè chi era adolescente a fine anni ’80 veniva tartassato dai media, dai genitori, dagli amici, dagli insegnati, dal medico… era impossibile non pensarci.

Oggi la situazione non mi sembra migliorata come diffusione. La malattia è più sotto controllo, visto che l’aspettativa di vita per i sieropositivi si è alzata tantissimo. Ma esiste un mondo sommerso di persone che scoprono di essere ammalate di AIDS e non sapevano neanche di essere sieropositive.

Una persona su sette.

Non una persona su cento ma una su sette!

Un popolo di sieropositivi sommerso che uscirà fuori con un nuovo picco di contagi perchè queste persone, per anni ignari di essere stati contagiati, prima di ammalarsi e scoprirlo non prendono alcuna precauzione.

Parliamone ai nostri ragazzi. Le istituzioni non lo fanno? Dobbiamo farlo noi.

Ragazzi e adulti che hanno rapporti occasionali, FATE SESSO MA FATELO PROTETTO.

 

Nella Ue una persona con Hiv su 7 non sa di essere stata infettata

I dati del Centro europeo di prevenzione e del controllo delle malattie. Record di contagi in Russia

di VALERIA PINI

29 novembre 2016

UNA persona con Hiv su sette nell’Unione europea non sa di essere stata infettata. Intanto l’Organizzazione mondiale della sanità ha appena lanciato l’allarme della più grave epidemia in Europa, per il picco di casi in Russia,  paese al mondo in cui l’Hiv si diffonde di più. Il numero di pazienti risultati positivi al test e ancora in vita (il dato è di fine settembre) sono 854.157, con 95.475 nuovi casi nel 2015 e 75.962 nei primi nove mesi di quest’anno.

Il problema. “L’Hiv e l’Aids sono un problema grave in Europa. Il Centro europeo di prevenzione e del controllo delle malattie  (Ecdc) che una persona su 7 con Hiv non sa di essere stato infettato. E’ un dato molto inquietante”, commenta il commissario europeo alla Salute Vytenis Andriukaitis. Il dato riguarda 28 paesi della Ue e l’Islanda, la Norvegia e il Liechtenstein. “Coloro che non sanno di avere l’Hiv non potranno usufruire di quei trattamenti salva vita e continueranno a trasmettere il virus”, ha aggiunto Andriukaitis.

LEGGI – Lieve calo in Italia, ma resta il problema delle diagnosi tardive

La trasmissione. In questi paesi il 47% dei casi ricevono una diagnosi  troppo tardi, in media 4 anni dopo l’infezione.  In questi 31 Stati, i rapporti sessuali tra uomini sono il primo mezzo di trasmissione del virus (42% delle diagnosi), mentre le relazioni eterosessuali riguardano il 32% dei casi e la tossicodipendenza il 4%.

2015 anno record. Il 2015 è stato un anno record per la diffusione del virus nel continente europeo: 153.407 casi rispetto ai 142.000 dell’anno precedente. La Russia, dove il problema resta un tabù, concentra quasi due terzi dei casi (64%). Circa l’80% delle persone con Hiv si trova nei paesi dell’Europa dell’Est, il 3% nel Centro Europa e il 18% negli Stati dell’Ovest.

La Russia. In Russia il numero di casi ha cominciato ad aumentare drasticamente nel biennio 1997-98, soprattutto fra i tossicodipendenti. Il 58 per cento dei casi di Hiv riguarda infatti tossicodipendenti che usano siringhe per il consumo di stupefacenti (il dato è del 2014). L’uno per cento della popolazione russa di età compresa fra i 15 e i 49 anni ha una diagnosi di Hiv, ma i finanziamenti pubblici sono sufficienti per curare 261,557 pazienti, meno di un terzo del totale.

I casi sono seguiti a uno stadio troppo avanzato, contro le linee guida dell’Oms che prevede l’inizio delle terapie non appena viene fatta la diagnosi. In tutto il paese, ci sono meno di cento centri per la cura dell’Aids.

LEGGI Hiv, al via un nuovo test su un vaccino in Sud Africa

I paesi dell’Est. L’Oms ricorda anche quanto il problema sia forte in Ucraina, Biolorussia, Estonia, Moldavia, Lettonia e Georgia. “Nonostante gli sforzi importanti, l’Hiv suscita preoccupazione per la salute pubblica in Europa, soprattutto nell’Est”, ha dichiarato

Zsuzsanna Jakab, direttrice regionale dell’Oms. Jakab ha lanciato un appello ai governi europei per mettere in pratica al più presto il piano d’azione adottato a settembre, che prevede l’accesso ai test e una maggiore prevenzione.

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36 thoughts on “L’alone viola incubo dei ragazzi anni ’80

  1. Io non lo ricordo perché ero troppo piccola, comunque sono sempre stata dell’idea che non se ne parla abbastanza, nei film e nei romanzi il profilattico non viene quasi mai usato, quasi fosse un gesto di distacco anziché di amore…
    Per quel che riguarda le percentuali all’inizio mi avevi un po’ scioccata poi leggendo lo studio la concentrazione è maggiore all’est euroa , perche facendo un calcolo rapido tra i miei amici che si fanno le analisi e che donano sangue è alta… la percentuale delle persone più a rischio scendeva drasticamente. ..

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      1. Assolutamente… ma anche in Italia è bene utilizzare sempre il profilattico se il rapporto non è stabile, è anche un bene fare le analisi del sangue regolarmente. .. io ammetto di averli fatti al termine delle mie precedenti relazioni , sebbene fossero storie molto lunghe…ho voluto tutelare me e il successivo partner

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  2. Anche secondo me non se ne parla a sufficienza, nemmeno nelle scuole, dove comunque i temi della sessualità per fortuna non sono più un tabù.
    Ma si guarda molto all’aspetto “gravidanza indesiderata” mentre le malattie sessualmente trasmissibili sembrano evitabili facilmente con la dovuta protezione, senza mettere in guardia adeguatamente.

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    1. Anche io cerco di parlare molto chiara e diretta ai miei figli. Voglio che sappiano le cose da me e non cose distorte e tante corbellerie (ma proprio tante) dette dagli amici. Educazione sessuale accompagnata da educazione sentimentale ( che davvero manca a tanti ragazzi e giovani adulti). Quanti anni hanno i tuoi. I miei 15 e 9

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      1. In realtà sai una cosa. Avevo visto un tuo post e l’avevo pure commentato. L’avevo visto nel lettore e invece adesso ho sposerò che non ti seguivo.
        Penso che ci leggeremo/confronteremo spesso 😊

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  3. Negli anni passati ,il fenomeno,si era stabilizzato.ora ricomincia a ricomparire.sono dati allarmanti.
    Nella mia provincia ,da inizio anno, ci sono ventun casi di hiv.la maggior parte trasmesso per sesso e tre casi di scambio di siringhe.sembrerebbe che dei studiosi abbiamo trovato l’antidoto e presto potranno tastarlo.

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  4. Ho 28 anni e non ho visto questi spot dell’alone viola, ma ricordo che per un periodo (forse mentre ero alle medie) spot simili sono stati trasmessi – riguardavano due giovani che facevano sesso, poi con l’inquadratura ampia si vedeva che si trovavano su delle rotaie con il treno in arrivo. Ecco, quella già fu un’immagine abbastanza significativa sulla forza negativa che una malattia avrebbe avuto nella mia vita. Nonostante questo, ho avuto rapporti non protetti per vergogna quando il ragazzo in questione (occasionale) non lo aveva. La paura in adolescenza non esiste, si pensa di essere quasi invincibili, ma conoscere direttamente una persona sieropositiva ad un incontro organizzato al liceo mi fece pensare davvero tanto. Bisognerebbe farne tanti, in continuazione, martellare la gente almeno quanto si fa per l’influenza annuale

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    1. Non ho mai visto lo spot di cui parli. Sono contenta che sia stato trasmesso. In quel periodo però, a fine anni 80, fu un martellamento. Lo trasmettevano in continuazione su tutti i canali.
      Purtroppo spesso ci si vergogna a dire “no senza non lo faccio” bisogna avere un self control notevole prima di tutto. Però è necessario aver ben presente l’importanza della cosa.
      I ragazzi pensano di essere invincibile e immortali e nonostante i miei 45 anni me lo ricordo bene. Però non è così e tante vite vengono spezzate propio per questa sicurezza che andrà tutto bene. La vita invece a volte è dura, tanto dura.
      Grazie per il tuo commento. Mi hai reso felice 😊

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  5. con me sfondi una porta aperta: da anni in rete scrivo post sull’ignoranza dei giovanissimi nei riguardi delle infezioni a trasmissione sessuale e della necessità di informazione al riguardo e all’uso di profilattici: ma i rapporti protetti pare continuino ad essere un optionals…buona giornata mia cara

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    1. la leggerezza con cui i giovani affrontano la questione mi innervosisce. Ho visto un ragazzo piangere sul latte versato. Un ragazzo intelligente, molto sveglio, che però non ha saputo fronteggiare una situazione del “non ce l’ho in questo momento” che l’ha portato scioccamente ad avere un rapporto sessuale non protetto pagandone poi le conseguenze (fortunatamente risolvibili ma comunque una bella scocciatura…)

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