Lavorare meno, lavorare tutti – parte II

Anche oggi riporto sul mio blog l’articolo di Marco sempre sull’argomento della riduzione dell’orario di lavoro.

E aggiungo alcune mie considerazioni personali, facendo la premessa, che parlo per i lavoratori dipendenti perché non conosco sufficientemente il mondo della libera professione.images-1

Negli uffici c’è una grande perdita di tempo tra pause caffè, chiacchiere e scene degne del film di Alberto Sordi “Il medico della mutua”, quando alcuni responsabili amano portarsi dietro il codazzo di collaboratori a riunioni e/o in trasferte, anche quando non c’è il minimo bisogno.
Non sto dicendo che negli uffici non si lavori ma che ci sono molte perdite di tempo. Sono una persona molto pratica, molto veloce e non amo crogiolarmi nei dettagli (d’altronde non sono una decoratrice d’interni 😉 ). Ora, partendo dal presupposto che comunque è naturale che ognuno abbia i suoi tempi,  negli uffici, pubblici o privati che siano,  viene premiato il presenzialismo molto più che il raggiungimento degli obiettivi nei tempi previsti. Un collaboratore che c’è sempre  e lavoricchia è più apprezzato dalle aziende rispetto ad uno che lavora come una macina ma che se c’è un’urgenza alle 19 non c’è. E questo avrebbe pure un senso, se non fosse che negli uffici, TUTTO è un’urgenza. Ma nella realtà dei fatti – e dopo 19 anni passati in un’azienda – posso dire che per il 98% dei casi la cosa urgente che serviva entro la serata, rimane poi a giacere sulla scrivania del capo per giorni prima che venga guardata e mandata avanti.

Ho ridotto il mio orario di lavoro per motivi personali e familiari e l’azienda l’ha ridotto a me e ai miei colleghi tutti per motivi di riduzione dei costi del lavoro. Eppure tutto va avanti uguale anche se i giorni lavorativi annuali sono diminuiti. 

Quello che non è chiaro a molti è che la produttività e inversamente proporzionale al numero delle ore lavorate. Il problema sono i costi del lavoro, i costi del personale. Le aziende riducono i costi ricorrendo a cassa integrazione o a contratti di solidarietà o a licenziamenti, mentre, se riducessero l’orario di lavoro a tutti assumendo nuovo personale, i costi si impennerebbero. In Italia esiste un tipo di tassazione proibitiva per scelte di questo tipo. E’ per questo che la sensibilizzazione al tema deve prima di tutto essere portata avanti dal mondo politico, prima di tutto.

 

 

Risposta ad Aida (e non solo) sul post di ieri.

Il post di ieri ha avuto le sue interessanti reazioni e risposte, sia sul mio blog che su quello di aspirante runner che ringrazio per la condivisione. Avevo preparato una risposta, in particolare …

Sorgente: Risposta ad Aida (e non solo) sul post di ieri.

Annunci

7 thoughts on “Lavorare meno, lavorare tutti – parte II

  1. Grazie per le tue considerazioni che condivido al 100%. Leggendo le tue descrizioni corrispondono pari pari alle situazioni lavorative della mia famiglia dove esistono lavoratori dipendenti sia privati che pubblici, ma la musica non cambia….

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...