Violenza sulle donne… quale educazione ai figli?

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Come madre di un figlio maschio ho sempre pensato  quanto è importante ciò che trasmetto a mio figlio per la sua futura vita sociale e amorosa.
Dopo l’ultimo episodio di cronaca, un altro brutale femminicidio, penso che molta responsabilità di questi uomini violenti ce l’abbia l’educazione ricevuta in famiglia. Infatti, non è solo importante per la madre staccarsi dal figlio maschio e non crescerlo facendolo  credere un principe ereditario a cui nessuno può osare dire di no, ma è anche importante l’esempio del padre e del rispetto che lui mostra verso le altre donne.
Una riflessione importante per una vera piaga sociale: leggevo ieri che la violenza verso le donne è aumentata soprattutto per l’efferatezza del gesto violento. Perché questo? Che cambia rispetto al passato? Che ne pensate voi? Quanto conta l’educazione materna in questi uomini che non sanno accettare di essere respinti? Quanto conta nella nostra società l’assenza del modello della famiglia tradizionale e dei valori su cui  essa è permeata?

Inevitabile, mentre ascolti le farneticazioni del pazzo omicida della piccola Sara, pensare a te, come madre di figli maschi. A te e a tutte le mamme, di un figlio maschio. Pensare alla responsabilità di quanto sia difficile,oggi, riuscire a farne un “uomo”. Difficile perché devi crescerlo, amarlo e, nello stesso momento insegnargli che crescere è “allontanarsi”. VIOLENZA

Insomma, in questo mondo di uomini, anzi di maschi impazziti la riflessione su noi, noi che abbiamo cresciuto o cresciamo uno di loro viene spontanea. Passato il momento in cui li carichiamo nel passeggino le cose da fare con un figlio maschio diminuiscono di botto, lo sappiamo.

Non ha neanche senso farci piacere più di tanto, e fargli vedere di amarle, pistole, fucili, figurine di calciatori, play station o puzzolenti borse da calcetto salvo accettare, invece, che tutto questo nostro figlio lo possa e debba fare gradualmente sempre più lontano da noi, e serenamente.

Insomma, crescere un maschio richiede una forza materna che materna non sarebbe. Vuol dire ritrovarsi da sole se hai fatto un buon lavoro. Ritrovarsi con lui che ti chiama ogni morte di papa o se gli serve qualcosa perché ha l’idea che tu, comunque, te la cavi sempre in qualche modo e gli sembri invincibile.
No, non è per niente facile essere madre di un maschio. Nessuna passeggiata insieme a vedere due vetrine o comprare quel vestito salvo che sia con le amate scarpe ormai a pezzi o si conceda solo perché non ti vede da una vita e vuol essere generoso.

Vuol dire sentirlo decidere di andare lontano come se il mondo fosse suo senza problemi e vederlo rientrare a casa insegnandogli anche a non dare per scontato che tu sia lì ad aspettarlo (mentre invece non lo fai vedere ma prepari da giorni…). Vederlo diventare uomo perché’ hai saputo farlo allontanare da te.

Non sapremo mai se ci saremo riuscite completamente. Forse del buon lavoro se ne accorgeranno, speriamo, le loro compagne. Se sapranno amarle e rispettarle. Nel momento in cui le amano ma, a maggior ragione, nel momento in cui quelle storie finiranno.

Rispettandole proprio in quel momento si deve riflettere al dovere oggi di insegnare ancora e di nuovo tutto questo. Perché niente è ormai scontato. Niente. Perché crescere un figlio e farlo diventare un uomo, libero, autonomo e consapevole vuol dire rinunciare ai fili tanto piacevoli dell’amore egoista tanto facile da usare se solo noi madri vogliamo.

Lo sappiamo bene,non siamo ipocrite. In un mondo di maschi che oggi sembrano impazzire nel sentirsi dire un “no” da una donna è doveroso tornare a ricordare ai nostri figli quanto i “no” sono possibili, normali e quanto sia normale la possibilità di sentirseli dire.

Ripartire da qui,quindi anche come genitori. Per tutte le Sara del mondo dipende anche da noi, e non è così ovvio come sembra.

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20 thoughts on “Violenza sulle donne… quale educazione ai figli?

  1. In passato la violenza dell’uomo verso la donna era socialmente accettata. L’uomo veniva giustificato per i suoi gesti… la storia finiva lì.
    Mi raccontava ieri mia madre che suo nonno paterno aveva avuto due mogli (la seconda era la mamma di mio nonno): la prima era morta perché, mentre era incinta, lui le aveva dato un calcio sulla pancia. Qual è stato il risultato? Niente, lei è morta e lui ha sposato un’altra donna.
    Questo per dire che la violenza sulle donne c’è sempre stata, solo che ora, giustamente, non è più accettata.

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      1. Certo, le notizie, ai tempi dei miei bisnonni (ma anche nonni, nati nel 1924 e 1925), non uscivano dal paese ed è quello che, spesso, cerchiamo di far capire a mia nonna: ora si sa tutto ciò che succede in tutto il resto del mondo, ma non è necessariamente “di più” di come era prima.

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  2. Al giorno d’oggi viene a mancare la morale.
    Viviamo in una società dove morale, etica e religione vengono sistematicamente calpestate, per lasciar spazio a violenze fisiche e verbali, ignoranza e maleducazione.
    L’educazione domestica è solo una parte dell’insieme, secondo me.
    Certo che se il maschietto sin da piccolo viene abituato ad averle tutte vinte non è una buona base per il futuro.

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    1. Verissimo ma sembra che sia un concetto molto difficile da far proprio. E il mondo della comunicazione non aiuta in questo. La donna è ancora oggi troppo spesso proprietà come oggetto ( si cominciano anche a vedere uomini oggetto seppur in misura molto minore).

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  3. Elena Ferro ha ragione. Cultura del possesso. La donna non è un oggetto, ma forse non è chiaro per certi uomini. La donna si sente sbagliata e doverosa quindi la violenza subita, nel silenzio.
    Non c’é niente di virile in tutto questo.

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    1. superata? lo spero anche io ma non ne sono così convinta. Ad ogni modo non si può prescindere dalla differenza di un figlio maschio e di una femmina non per farne una differenza educativa ma di sicuro una differenza a livello comunicazionale. Mi spiego meglio, un maschio tende a preferire la sintesi la femmina predilige l’analisi e lì’approfondimento. Questo vale anche nel modo di rapaportarsi a loro, bisogna trovare la comunicazione giusta per loro, quella che ti dà la possibilità che quello che dici venga un minimo ascoltato. Non trovi?

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  4. Sono d’accordo con Oriana… ora le donne denunciano una volta dovevano subire in silenzio… inoltre giornali e social portano le notizie vicino a tutti…
    Per quel che riguarda l’educazione, molti genitori dovrebbero avere solo piante grasse e non figli… poco fa mentre correvo al parco era pieno di ragazzi e ragazzini in pausa pranzo, una volta che se ne sono tornati a scuola hanno lasciato una distesa di immondizia

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  5. Non riesco darmi una risposta.l’escalation dei femminicidi mette paura.cosa spinge l’uomo a tutto ciò? Si l’educazione in ambito familiare è un gradino,ma poi è questa la strada giusta?
    Ci sono pure uomini in età avanzata che li commettono.sembra di vivere nel medio evo,dove la donna era solo oggetto sessuale.

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