Casalinga? Mamma a tempo pieno? Come definire una donna che non lavora?

Rebloggo questo articolo perchè concordo con ogni singola parola!
Il problema sollevato da Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker in realtà non va affatto sottovalutato, ma sono d’accordo sul fatto che le donne andrebbero culturalmente incentivate al lavoro, non solo per lo stipendio ma per la propria realizzazione e completezza personale. E qui scatenerò le ire delle tante mamme che dicono che si realizzano facendo solo le mamme. Quindi approfondisco il concetto: fare la mamma è gratificante e sarebbe bellissimo farlo a tempo pieno SE si avesse comunque la possibilità di fare anche altro. La settorializzazione in ogni campo non va bene e quando si vive solo per la famiglia e dentro la famiglia, senza avere nessun altro interesse si perde feeling con il contesto ambientale e sociale più ampio. ( E non dite che non succede perchè col tempo succede eccome!) Grave errore, a mio avviso, che può essere un grande boomerang sia per la coppia sia per la donna stessa che, quando i figli crescono, si ritrova ad essere appunto una casalinga, da una scelta che originariamente era stata fatta per fare la mamma a tempo pieno. La conseguenza e il rischio è quello di ritrovarsi poi ad annaspare in una solitudine sociale e culturale da cui è difficile uscire.
La società cambia con il passare dei decenni e, secondo me, non è più tempo per le mamme casalinghe.
Ho scatenato anche io le ire di qualcuno?
Che ne pensate?

 

Sul perchè le casalighe dovrebbero avere uno stipendio, mentre io mi faccio un culo così (mani aperte)

by ALICE

Sempre più spesso leggo di blogger che sostengono la causa di introdurre uno stipendio alle casalinghe.

Molto probabilmente perché la maggior parte delle blogger è casalinga, o meglio ha scelto di essere mamma a tempo pieno; per questo motivo ho esitato fino ad oggi a scrivere come la penso, sicura del fatto che avrei attirato molte critiche.

Ora, premetto che essere casalinghe è una scelta, non una necessità!

A quelle che nei dibattiti rispondono “sono casalinga perchè non trovo lavoro” voglio svelare una grande verità: siete DISOCCUPATE, non casalinghe D.I.S.O.C.C.U.P.A.T.E.

DISOCCUPATO DEF

Certo, si presuppone che in quanto disoccupate ogni tanto inviaste anche qualche cv, ma non voglio certo sentenziare in casa vostra.

La proposta di uno ” stipendio” per le casalinghe, oltre ad essere ciclicamente dibattito politico e sociale, è sostenuta in particolare dalle fondatrici (Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker) dell’associazione DOPPIA DIFESA nel contesto di lotta alla violenza sulle donne: l’idea era che la violenza in casa spesso possa nascere dal fatto che le donne non possano lasciare il proprio uomo non avendo alcuna alternativa economica.

Idea nobile, certamente, ma assolutamente impraticabile e a mio parere ingiusta nei confronti di chi ha figli  e continua a farsi il culo come un paiolo per garantire loro una vita dignitosa.

Con sacrifici, certo.

Una volta a casa, proprio come le casalinghe, ma con 40 ore di tempo in meno settimanali, le donne “lavoratrici” devono svolgere le stesse identiche mansioni: pulire casa, preparare la cena, accudire i bambini, lavare, stirare….

Piuttosto che parlare di uno “stipendio” a chi non fa altro che fare ciò che fanno anche tutte le donne lavoratrici bisognerebbe iniziare a parlare di welfare: servizi, asili nido a basso costo e ben funzionanti (magari aziendali), congedi, orari flessibili per le mamme, sgravi per baby sitter… insomma incentivare il lavoro delle donne ed aiutarle a svolgere la propria mansione con serenità.

Questo consentirebbe loro di realizzarsi non solo in quanto mamme, ma soprattutto in quanto donne.

E voi cosa ne pensate? Stipendio Sì o stipendio NO?

 

 

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14 thoughts on “Casalinga? Mamma a tempo pieno? Come definire una donna che non lavora?

      1. Sì è vero ma il discorso è più ampio. Se avessi potuto sarei rimasta molto di più con i figli quando erano piccoli, il mio stipendio è stato praticamente devoluto alle babysitter quindi c’è un periodo che non si lavora solo per lo stipendio. L’importanza del lavoro sta sia nell’indipendenza sia nell’autonomia che acquisisci nei confronti della vita in genere e del tuo partner in particolare. E’ come un po’ anche come mettere il paraocchi e poter vedere solo un determinato spazio davanti a te, vedi la tua famiglia, il tuo quartiere, tutto ciò che ruota intorno al perno della tua casa. Ma perdi di vista che il resto del mondo, il resto della tua città, il resto delle persone che non gravitano nel tuo ambito, sono diverse. Ecco, ti perdi questa diversità culturale che, a mio avviso, costituisce sempre un arricchimento personale.

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  1. Il tema della valorizzazione delle donne è purtroppo strumentale a una visione del mondo maschile. Come se poi dovesse diventare una paghetta settimanale per tenere le donne ai loro posti, dietro a bimbi e fornelli ( questa è la visione dei mullah perbenisti di questo paese, non la mia!).

    L’unica soluzione sarebbe l’incentivazione del lavoro femminile tramite welfare. La donna deve essere libera di realizzarsi come vuole. Se vuole come madre, se vuole come lavoratrice, se vuole tutt’e due. Gli strumenti per farlo devono essere socialmente avanzati e non una pezza all’italiana.

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    1. Perché è l’uomo che deve darle una mano e non parli semplicemente di divisione di compiti? La nostra società deve ancora fare molta strada da questo punto di vista perché un conto è la teoria e un conto la realtà che è ancora molto sbilanciata anche quando la donna lavora e fa gli stessi orari dell’uomo

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  2. Concordo con Mariantonietta! Se viene dato uno stipendio per le attività casalinghe, allora tutte le famiglie dovrebbero avere uno stipendio extra perchè in tutte le famiglie si lava, si stira, si spazza, si accudiscono figli o nonni… Per assurdo ci vuole uno stipendio in qualsiasi famiglia, anche in quelle di single, di omosessuali o di etero, perfino dove lavorano entrambi i coniugi perchè in tutte le famiglie fanno le faccende (tranne in quelle che hanno le colf).

    A casa mia lavoriamo in due e bene o male, anche se con un certo caos, tiriamo avanti la casa e la famiglia nel tempo extra-lavorativo. A questo punto mi domando: dovendo dare uno stipendio alle casalinghe in quante ore al giorno viene quantificato il tempo da dedicare ai lavori domestici? No perchè non vorrei che, mentre le mamme lavoratrici sono in ufficio, qualche casalinga venga pagata per stare davanti alla tv a vedere Barbara D’Urso e Maria De Filippi!

    Ecco, forse il reddito di cittadinanza e un welfare migliore sarebbero un’idea più intelligente!

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    1. Secondo me c’è anche un altro punto di vista: se lavori hai a disposizione meno tempo e tendi quindi ad ottimizzare al meglio i tuoi spazi temporali per fare la spesa e/o faccende domestiche. Se invece stai a casa tendi a dilatare le stesse attività in un numero di ore maggiore perchè le fai con tutta calma e di certo non la sera dopo cena come capita spesso a me!

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