Ansia da prestazione? No, grazie

Mi sono imbattuta in un cinguettio su twitter con una notizia che non potevo non approfondire, così sono andata a cercarmi l’articolo.

La tecnologia e la mania di controllo sta per entrare anche nelle camere da letto. Non solo ci sono smartwatch o braccialetti che monitorano tutte le nostre attività quotidiane, comprese il sonno, ma ora il mercato offre di più.

Ogni mese esce un prodotto diverso in questo campo e, se qualche anno fa esistevano per di più solo i contapassi e chi correva al massimo cercava di capire la frequenza cardiaca portandosi due dita al collo, oggi non c’è runner o sportivo che non abbia un’applicazione o un orologio per monitorare le attività svolte.download (5)

La simpatica vignetta che riporto qui accanto è più espressiva di mille parole.

In effetti non si può negare che è divertente correre e poi vedere sulla mappa i giri che hai fatto, come hai corso, qual è il tuo passo medio, quello massimo, la cadenza per non parlare di chi usa il cardiofrequenzimetro e si allena tenendo anche conto del BPM. E soprattutto puoi tenere traccia dei tuoi progressi nel tempo.

Assolutamente impossibile resistere.

E’ come se vedere queste cose su monitor sotto forma di numeri e grafici ci gratificasse quanto la corsa stessa. Ovviamente, sto parlando di chi corre per passione e non per professione, perché allora il discorso sarebbe completamente diverso.

Personalmente sono sempre stata attratta dalle statistiche soprattutto quelle in ambito demografico, tanto che ho indirizzato proprio lì i miei studi, quindi è ovvio che questo tipo di applicazioni e novità tecnologiche mi hanno sempre incuriosito e intrigato abbastanza.

Ma a volte penso che il limite sia stato superato.

La nuova offerta del mercato in tema di smartwatch offre una novità assoluta: l’orologio monitora l’attività sessuale.

Ebbene sì, la tecnologia entra in camera da letto, o dovunque voi siate, e tiene conto di tutto quello che fate.1503445_1447657257_564981f90c2cc-624x350_thumb_big (1)

I report finali vi diranno come siete andati.

Ho trovato piuttosto inquietante la descrizione della nuova funzionalità, tanto che qui ve la riporto:

 la g!love MODE  si occupa di registrare anche le nostre performance di tipo sessuale, rielaborandole sotto forma di dati e statistiche in modo da consentirci di capire ciò che va e quello che, invece, va corretto. Nella modalità in questione, poi, è prevista una feature di condivisione che permette di scambiare i dati in questione col proprio ginecologo o andrologo per un consulto in tempo reale. 

Ma andiamo!

Ora, non so se ci siano delle problematiche sessuali che possano trovare giovamento da un tale tipo di dettaglio e reportistica e quindi, in tal caso, se di aiuto,  per carità, ben venga.

Ma in tutti gli altri casi, date retta a me: amate, godete e rilassatevi.

Sinceramente inserire anche i rapporti sessuali in griglie legate a performance di tipo sportivo mi dà fastidio. O meglio, credo che ridurre l’attività sessuale ad una sfilza di dati, toglie all’intimità quanto di più sacro ci sia: la condivisione umana di sentimenti, emozioni e sensazioni.

Viviamo il nostro piacere basandoci sulle sensazioni offerte dai nostri 5 sensi e non sulla lettura dei dati di respirazione, di frequenza cardiaca e di chissà quali altri fantomatici indici o presunti tali.

Che si tratti di un rapporto dolce o di un amplesso molto più carnale e passionale preferisco che sia il mio cervello, il mio cuore e il mio corpo a dirmelo, piuttosto che un monitor!

Inoltre, la condivisione con il partner è sicuramente la prima strada da percorrere. Sia se vogliamo condividere la nostra soddisfazione e il nostro stato di benessere sia se invece c’è qualcosa che non è andata come speravamo, parlarne è sicuramente la strada migliore da percorrere.

Ad ogni modo, a chi interessasse approfondire la notizia vi lascio il link.

 

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11 thoughts on “Ansia da prestazione? No, grazie

  1. Sono assolutamente d’accordo con mrspaltrow! E, come hai detto tu, mi rifiuto di farmi monitorare da un aggeggio senz’anima perchè tanto so cosa faccio e perchè. E’ pazzesco, evidentemente esistono persone che hanno bisogno di queste rassicurazioni! Dio, aiutaci!

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