Confusa e felice

 Più corro e più sento il bisogno di farlo nella maniera corretta, per potermi migliorare ma anche per evitare infortuni e, soprattutto, per capire i segnali del mio corpo.

Non sono per niente soddisfatta dei siti cosiddetti istituzionali perché sono, tranne pochissime eccezioni, rivolti a runner con tempi diversi dai miei e sicuramente più esperti. Tabelle di allenamento che prevedono 5 giorni di allenamento su 7 con uscite da più di un’ora l’una ogni volta. Tabelle dove le sigle e le abbreviazioni ti mandano al manicomio dopo averti fatto venire il mal di testa. Consigli per correre una 10 km in 40 minuti o in 50 ma nessun piano o programma per una persona che ha un approccio più soft verso la corsa o comunque è talmente lontana da quei tempi che quegli allenamenti proprio non si possono fare.

Solo i blog parlano di corsa a tutti livelli. Trovi i super esperti che magari utilizzano i post come cronistoria delle loro gare ma trovi soprattutto persone che amano la corsa per come questa le fa sentire. Amano il senso di libertà che provano passo dopo passo e amano anche metterlo per iscritto.  Meno male che ci siete 😃👍🏼

Il bello della corsa è liberare le gambe. Aspettare quel momento in cui le gambe, che nei primi km gridano pietà, poi all’improvviso si ritrovano ad allungare la falcata e la cadenza senza sforzo, solo perché girano così.

È quello che mi è successo oggi. Quattro soffertissimi chilometri dove sudore, affanno e gambe pesanti, hanno dettato legge. Poi mentre correvo l’ultimo chilometro di ritorno in ufficio, improvvisamente le gambe  hanno iniziato ad aumentare il ritmo senza che io me ne rendessi nemmeno conto.

All’ultimo angolo, prima di suonare il citofono del garage dove sono stati posizionati i container che fungono da spogliatoi, mi sono resa conto che avrei voluto continuare a correre.  Peccato che dovevo rientrare. Di giorno feriale le mie corse possono essere solo così ma la senzazione di aver sofferto per 4 km quando poi probabilmente avrei continuato col sorriso tutto il tempo se avessi potuto proseguire.

Un’amica mi ha fatto notare che probabilmente avevo ancora sulle gambe i 12 km di domenica. Può darsi. Non ci avevo pensato. Però non l’ho trovato scritto in nessun sito e io, che sono una che tendenzialmente amo programmare tutto, mi ritrovo a correre “a sentimento”.

Confusa.

E felice.

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6 thoughts on “Confusa e felice

  1. Ahah, confusa e felice, come la canzone 😀 Effettivamente i siti parlano di corsa ad alti livelli o, peggio ancora, delle passeggiatine della domenica che farebbero miracoli. Si va da un eccesso all’altro. Io dico che bisogna correre per stare bene, anche pensando ad un miglioramento, ma non in funzione del fatto che bisogna raggiungere qualcosa. Vedo che chi si mette in testa strane idee poi si fa male. (e posta pure le foto su fb: piedi rotti, gambe fasciate, ecc ecc)

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    1. Il primo obiettivo è correre per stare bene e proprio per questo vorrei correre senza intercorrere in infortuni vari e seri come molte persone che conosco. Però allo stesso tempo bisogna darsi degli obiettivi di miglioramento perché altrimenti le motivazioni e le soddisfazioni vengono meno. Intanto i frutti della nutrizione più sana e della corsa di vedono visto che ho proprio ieri raccolto un apprezzamento molto educato ma esplicito da parte di un collega. Evidentemente i risultati iniziano a vedersi 😃

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  2. Su internet ci sono blog di tutti i tipi… perchè ognuno racconta la “sua” corsa. Sinceramente ricordo con affetto quando, alcuni anni fa, mi allenavo 5 o anche 6 giorni su 7 seguendo le tabelle fatte da amici/allenatori ma adesso, dopo tutta una serie di infortuni, non lo rifarei più… Preferisco correre per stare bene e divertirmi piuttosto che assillarmi e farmi male per abbassare il personale di qualche secondo…

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  3. L’importante penso sia divertirsi a correre. Io non ho ambizioni di maratone, campestri o altro. Però corro, ma corro quando posso, quando mi sento e quando ho tempo.
    Quindi le tabelle, i commenti, le programmazioni le lascio a chi beato lui/lei ha tanto tempo da spendere.
    Ma almeno quando corro, corro in solitaria. Senza bipedi tra i piedi. Per me questa è la vera soddisfazione. Buona corsa!

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