Un’uscita da dimenticare

allenare_recupero1Devo ancora imparare tante cose come runner, d’altronde sono solo un’aspiranterunner!

In questo periodo di successi personali e di miglioramenti, giorno dopo giorno, uscita dopo uscita, ecco che ieri mi sono scontrata con una delle mie peggiori uscite da parecchio tempo a questa parte.

Gambe di legno, cuore affannato come non mai, un caldo improvviso dopo tante corse ormai fatte a temperature accettabili.

Saranno state queste le motivazioni, o sarà stato un cambiamento di programma all’ultimo secondo sul tipo di allenamento che volevo fare, ma di fatto non sentivo tanto affanno da quando alternavo la corsa alla camminata.

Non so se non ho recuperato bene dall’ultima uscita, oppure se invece abbia influito il fatto che mentalmente ero preparata a fare delle ripetute dopo un riscaldamento di 15 minuti e invece ho poi corso in maniera molto diversa: ho accettato l’invito di una persona incontrata per caso, una collega, che mi ha chiesto di correre insieme. Partiamo e subito mi accorgo che la mia collega parte troppo spedita per me.

Mi dice che le piace correre poco ma forte.

Dalla poca esperienza che ho fatto, ho visto che per me è fondamentale una partenza cauta, un riscaldamento di almeno 10 minuti prima di trovare il passo giusto. Ma ormai sono abbastanza allenata e quindi reggo bene. So che non reggerò tanto ma mi illudo che, forse, ormai sono in grado di reggere questo ritmo e ancora non ne sono consapevole. Ovviamente mi sbagliavo di grosso. Chiacchieriamo amabilmente e le sto dietro senza difficoltà anche se nella mia mente sono preoccupata. So di essere partita troppo forte. Va tutto bene finché non incontriamo una bella salita che percorro sempre seguendo il passo dell’altra e sempre continuando a conversare. Errore fatidico perché sento che sto esagerando. Quindi dopo un paio di chilometri continuo al suo passo ma cerco di limitare il più possibile il dispendio di ossigeno dato dal parlare. Continuo a seguirla per altri 2 chilometri e inizio a rallentare, la saluto e torno ad un passo blando verso gli spogliatoi e la doccia. Ho davvero finito ogni energia e non avevo più un filo di forze. Mi sentivo completamente svuotata.

Lezione del giorno: dosare sempre le proprie forze e non esagerare mai troppo iniziando a correre con un ritmo diverso da quello che sappiamo che possiamo tenere.

Domani riprovo ma credo che declinerò eventuali inviti.

Ci sono rimasta malissimo di questa uscita e voglio ritrovare fiducia.

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7 thoughts on “Un’uscita da dimenticare

  1. Sono cose che capitano! Però posso dirti che invece sei stata brava, perché a volte, spingere oltre i limiti ci fa bene, anche se magari non lo capiamo subito. Il tuo fisico ha comunque retto ad uno sforzo finora eccessivo, e anche se eri stanca morta, la prova è che il tuo corpo si è adattato, la tua mente un po’ meno perché era preoccupata e focalizzava sulla velocità eccessiva senza una partenza graduale. Non perdere fiducia per una cosa del genere, assolutamente, non ne hai il motivo! Non stavi correndo al tuo solito passo, ma hai comunque deciso di spingere oltre, quindi per me sei da ammirare, e non da compatire! Testa alta e avanti con la prossima corsa! 🙂

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      1. Ti faccio subito un esempio: oggi ho corso la mia corsa veloce, 7km in tutto, in cui ho sofferto per 5..come la vedi?! Ho pensato che è sempre meglio una brutta corsa che una non-corsa. Capita a tutti, siamo umani, ma tu continua, come ti ho detto, a testa alta! 😉

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  2. Eppure, ti dico che questa cosa avrà dei risvolti positivi, durante i prossimi allenamenti. Con questo non voglio dire che bisogna fare così, infatti anch’io parto lentissima perchè l’inizio è il momento piu’ duro fichè non si stabilizza il respiro. Consideralo come un allenamento fartlek, una variante sul tema e non come un allenamento andato male, solo un allenamento diverso. A me prima capitava spesso di avere le gambe dure, e ti assicuro che tutti i runners prima o poi provano questa sensazione. (è brutto, lo so) Certo che per correre insieme ci vuole un accordo pre-corsa. Poi, correre e parlare si può fare solo se si tiene un passo tranquillo, eh? 😉

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    1. Il passo non era altissimo ma un po’ più alto del passo che tengo di solito a regime. Però abbiamo avuto dei picchi da 4min/km e lì ho capito perché sono scoppiata. Domani faccio tesoro dell’esperienza e vediamo come va 😜 grazie del l’incoraggiamento e appoggio incondizionato. 😘

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  3. Capitano a tutti situazioni simili alla tua… Di solito, per educazione, toccherebbe all’atleta più veloce adattare il proprio passo con quello dell’amico più lento, comunque hai fatto bene quando ti sei accorta che scoppiavi a rallentare e salutare l’amica. Seguire un amico con un passo più veloce del tuo è un buon metodo per spostare i propri limiti ma va fatto con ragionevolezza, magari mettendosi d’accordo prima…. In ogni caso non è stato un allenamento da buttare…

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