Correre in salita controvento

download (1)Spesso mi lamento delle salite.

Ho poco da scegliere:  vivo a Roma quindi mi devo adattare. Roma è un posto abbastanza confortevole per correre. Ci sono moltissimi parchi, anche molto grandi, e questo, in una metropoli ,non è affatto scontato. Ma Roma è anche piena di sali e scendi e, come più volte ho scritto, io non amo affatto le salite e digerisco con difficoltà anche i cosiddetti falsi piani.

Allora ogni salita deve diventare una sfida: se si riesce a correre anche lentamente in salita significa che poi si andrà più veloce nei tratti in piano. E poi diciamo la verità, se corri in salita troverai poi anche una discesa.

Se si trova vento contro – e a volte correre controvento è davvero fastidioso – si cercherà di pensare che si sta allenando di più il fisico perché si fa più fatica di quella richiesta in assenza di forze contrarie.

Insomma, con mio grande stupore, anche io sto cercando di considerare questi due elementi, che ultimamente mi hanno infastidito molto durante le mie uscite, come parte integrante dell’allenamento. D’altronde nulla di nuovo: l’allenamento in piscina prevede le palette alle mani per incontrare più resistenza nell’acqua e rafforzare di più la muscolatura delle braccia e delle spalle oppure nella pallavolo ci si allena sotto rete con i pesi alle caviglie per allenarti a saltare più in alto.

Ora mi manca ancora l’esperienza di  correre sotto la pioggia. A detta di molti runner è un’esperienza bellissima. Io sono sempre molto scettica perché d’inverno fa freddo e, se piove, ci vuole un bel po’ prima di riscaldarsi. Vedremo se arriverò anche a questo o no. Per adesso mi godo il bel tempo, il sole e ahimè anche questo caldo umido che negli ultimi giorni è ugualmente fastidioso.

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8 thoughts on “Correre in salita controvento

  1. Le salite possono essere considerate una sorta di fartlek, quindi molto allenanti. Non ci crederai ma alcuni runners trovano molto piu’ fastidiose le discese per le articolazioni. Comunque, hai ragione da vendere, i falsi piani sono i peggiori perchè non capisci perchè stai facendo tanta fatica ed è demotivante.

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  2. A me è capitato quest’anno alla Color Run. Non stavamo correndo, ma camminando, poi si è abbattuto -giuro- un nubifragio! Ci siamo messe a correre, pioveva così tanto che dopo un po’ ogni cosa era zuppa, anche le mutande e le scarpe sembrava che avessero dentro le rane perché facevano un po’ ciak ciak ma anche cra cra..non so se mi spiego…Posso capire una pioggerella, mi è capitato quassù non troppo tempo fa, ma il monsone..anche no!

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  3. Io corro raramente, vado invece spesso in bici e devo dire che anch’io all’inizio non sopportavo il vento e la salite ma poi con il tempo ho imparato a guardare le cose da un’altra prospettiva, in pratica il segreto è accettare le cose come vengono ( quelle che non si possono cambiare, come il tempo ovviamente ), in tal modo si vive meglio.
    Un saluto

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  4. Le salite e le discese sono (o meglio erano) il mio pane! Nella mia lentezza da bradipo, in salita riuscivo a non mollare e raramente mi mettevo a camminare mentre in discesa andavo giù e facevo girare le gambe… Nelle pianure invece mi addormentavo sui piedi… Insomma più le gare erano saliscendi più mi divertivo…

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