Lo sport e la differenza di genere


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 Viaggiando molto, soprattutto verso l’Europa del Nord mi sono resa conto di una differenza sostanziale tra le donne italiane e quelle nordiche. Le donne italiane, seppur  turiste, in queste regioni si riconoscono anche a distanza e non solo per le loro caratteristiche fisiche mediterranee ma per il loro modo di vestirsi. Una donna italiana difficilmente va in giro anche in vacanza se non ha un outfit coordinato con la borsa e con le scarpe. Sembra una stupidaggine ma anche un jeans viene portato in maniera diversa rispetto all’abbigliamento generalmente più informale delle donne nordiche.

La donna nordica che incontri per strada è raramente truccata o ha un trucco molto leggero, ha sempre scarpe basse e vestiti comodi per camminare o andare in bicicletta e non sembra mai uscita dal parrucchiere cinque minuti prima. C’è da dire però cheho avuto la netta sensazione che invece per alcune occasioni, come ad esempio andare a teatro, donne e uomini si vestano in maniera molto più formale di quanto facciamo noi italiani.

Paese che vai, usanze e costumi che trovi. Questo è certo. Però sono rimasta davvero colpita quando ho notato queste differenze anno dopo anno, viaggio dopo viaggio. Così ho cominciato a notare anche un’altra cosa. Le donne nordiche corrono.Tutte. Tanto. A tutte le età. Con qualsiasi tempo e temperatura. Questo mi ha portato a fare una riflessione sul nostro Paese dove l’esperienza diretta tra le amicizie dei  miei figli, mi ha aperto gli occhi su una triste realtà italiana: le ragazze nostrane fanno pochissimo sport.

Lo sport con cui quasi tutti i bambini iniziano è il nuoto. Tappa obbligata quasi per tutti. I maschietti poi si cimentano spesso negli sport di squadra, con il calcio che continua ad essere sempre il più gettonato seguito da basket e rugby, oppure si dedicano alle arti marziali mentre la maggior parte delle femminucce si dedica alla ginnastica artistica o ritmica  o alla danza e pochissime si inseriscono in sport di squadra, almeno finchè non diventano più grandicelle. La pallavolo è molto frequente tra le ragazze mentre la federazione italiana basket ormai si ritrova un vivaio quasi inesistente di piccole giocatrici in erba (per esperienza diretta conosco i numeri che sono davvero esigui).images

Ad ogni modo, ho notato che al passaggio alle medie molte ragazze lasciano lo sport, per dedicarsi ad altre attività tanto che, durante il ciclo della secondaria di primo grado, in classe di mio figlio solo due ragazze su 12 praticavano sport. Mi sono domandata più volte cosa c’è dietro questo abbandono anche perché ho una figlia alle elementari e vorrei che continuasse a fare sport anche quando sarà più grande. Credo che le motivazioni che sono dietro a questo comportamento vadano ricercate su due diversi piani. Il maschio ha energia da vendere e ha una necessità insita di muoversi. Se tieni un bambino maschio fermo ne paghi di certo le conseguenze in termini di bontà e serenità. Le bambine spesso sono più tranquille e non sentono questa necessità impellente di correre e dissipare energie e non appena iniziano ad arrivare in un’età in cui il confrontarsi reciproco e il dialogare tra pari prende il sopravvento, cala l’interesse per lo sport, magari anche unito ai cambiamenti del corpo e ai disagi che si possono provare in una palestra e/o spogliatoio nell’età dello sviluppo.

Questa differenza di genere nella pratica dello sport andrebbe superata. Lo sport fa bene a tutte le età anche se per motivazioni diverse. Da bambini lo sport è solo puro divertimento, da adolescenti e da giovani è divertimento e spesso agonismo, da adulti è soprattutto benessere e salute.

Ma se lo sport fa sempre bene per il benessere del corpo e della mente, non dobbiamo dimenticarci che lo sport tra gli adolescenti invece rappresenta un ambiente dove crescere in modo sano, dove alcool e fumo vengono visti con diffidenza o comunque vengono assunti con moderazione perché poi  tolgono il fiato e durante la prestazione sportiva si sente. Lo sport tiene i ragazzi impegnati e quindi lontano dalla strada, per usare un termine che si usava una volta.

In Italia bisogna lavorare molto sui giovani perché la cultura dello sport praticato non è ancora diffusa in modo massivo e perché lo sport preferito dall’italiano medio è vedere sport in tv.

Voi che ne pensate?

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10 thoughts on “Lo sport e la differenza di genere

  1. E’ vero ciò che scrivi…le ragazze dall’adolescenza in poi difficilmente continuano a praticare sport salvo grandi passioni. Ultimamente però mi sento di dirti che le adolescenti si danno alla palestra o ai video per l’allenamento a casa… fanno profili instagram per supportarsi e per monitorare i loro miglioramenti…

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    1. Sicuramente l’esempio dei genitori rimane e ritorna ma c’è una età in cui spesso i figli fanno l’opposto solo per affermare se stessi. Poi di solito tornano all esempio. Al momento come genitore ancora non ho da affrontare questi contrasti. Vedremo andando avanti. E non ho intenzione di mollare! 😉

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  2. Penso che hai perfettamente ragione! Io per fortuna non rientro nella categoria abbinamento outfit con borsa e scarpe e sia quando viaggio he quando vado in giro sono comoda,ma non trasandata ovviamente. Noi italiani ci facciamo sempre riconoscere, anche all’estero tant’è che mi è capitato più volte di vergognarmi per delle scene di connazionali. Io e il mio ragazzo ci fingevamo stranieri…
    Per quanto riguarda gli sport, io rientro nel cliché: ginnastica artistica alle elementari e poi medie e parte delle superiori pallavolo. Purtroppo le mie allenatrici erano così bastarde che mi fecero pure smettere di giocare a volley, ma continuai col nuoto. Insomma, anche solo uno sport è utile e serve tantissimo. Io adesso senza non saprei stare! Un insegnamento di vita!

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  3. Secondo me c’è un altro motivo sul fatto che ad una certa età le ragazze (ma anche i ragazzi) smettono di fare sport. Perchè a una certa età se non raggiungono certi livelli, alle società sportive questi ragazzi non servono più e vengono “accantonati”…
    Mia figlia ha fatto ginnastica ritmica da quando aveva 5 anni. Fino a quando era promettente veniva seguita dalle insegnanti, poi ad un certo punto, quando la società ha puntato su altre allieve, è stata messa in un limbo di ragazzine la cui massima aspirazione era il …”saggio di Natale”. Quando mia figlia ha capito che in quel limbo non le avrebbero insegnato niente di nuovo ha chiesto di cambiare sport e s’è data alla danza sportiva dove ha vinto due campionati italiani,ha partecipato ad un Europeo e a un Mondiale. Poi anche quel treno è passato e adesso non fa più sport…
    Secondo me manca una proposta sportiva per i giovani che non sono più agonisti ma che ancora non sono i trentenni o quarantenni che fanno sport per mettere a posto le analisi del sangue e la colpa è soprattutto delle società sportive che puntano solo sugli agonisti e non sul benessere di tutti!

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    1. Hai ragione. Mio figlio gioca a basket a livello agonistico. Quando il suo tesserino andrà comprato non interesserà più e dovrà cambiare sport. Però a mio avviso tra le femmine l’abbandono sportivo è un fenomeno più con motivazioni sociali che sportive

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